Buon anno scolastico

Buon 2016 -17
Don Milani

Repubblica.it

Insegnanti Efficaci

speciale 150 anni dell'Unità d'Italia

speciale 150 anni dell'Unità d'Italia - Insegnanti Efficaci

Speciale 150 dell'Unità d'Italia

IlSole24Ore.it

Navigare

Navigare - Insegnanti Efficaci

Cercare parole nuove per dire scuola

Navigare - Insegnanti Efficaci

La pazienza degli artigiani di costruire, ricostruire, riparare e inventare nuovi modi per fare "Cultura"

Navigare - Insegnanti Efficaci

Ricercare.....ricercare su google

Navigare - Insegnanti Efficaci

Lettere dall'Europa

Corriere.it

NYTimes.com

Home » Chi siamo

Chi siamo


Informazioni sul nostro sito. La nostra "quality line"

Informazioni sul nostro sito. La nostra "quality line" - Insegnanti Efficaci

Siamo un gruppo di insegnanti che vuole mettere a disposizione le proprie conoscenze per creare una comunicazione nuova all'interno dei nostri Istituti. Abbiamo a disposizione, nella scuola italiana, insegnanti con una forte conoscenza della materia pedagogica, e, riteniamo che tutti possano offrire un contributo notevole al miglioramento delle nostre istituzioni. Noi da parte nostra accettiamo contributi di pensiero per iniziare a costruire, insieme, una vera scuola di qualità, dove i docenti si sentano veramente efficaci. 

il Codice etico per la scuola primaria

il Codice etico per la scuola primaria - Insegnanti Efficaci

 

Bozza di  codice etico per lo sviluppo della propria professionalità

 

La Vision della scuola

 

Il sogno della nostra professione, da condividere con i genitori degli alunni che noi curiamo, è quello di accompagnarli nell’esperienza di vivere la cultura come un bene prezioso e insostituibile.

In ogni scuola  le  dinamiche organizzative si confrontano con i processi, con le risorse umane, ma soprattutto con le regole ed i valori che i cittadini modello chiedono di riconoscere e condividere. 

 

La Mission

 

La "strada" è quella di affinare e potenziare la condizione della mente e dell'anima restituendo valore ai propri stili organizzativi. Lo "sforzo" da compiere è quello di ascoltare i bisogni e le aspettative  delle persone che  operano nella scuola, l’ "idea" è  di diventare lo strumento per creare e diffondere saperi diversi. Dovremmo  permettere l'incontro di conoscenza ed esperienza .

 

 

Il "Codice Etico"

 

 

Il Codice Etico ha come obiettivo quello di fornire le linee guida per lavorare e usare l'organizzazione in modo che sia coerente con il codice etico interno.

 

Valori

I valori fondamentali sono:

1. Dignità degli esseri umani: Ogni essere umano ha valore, al di là del sesso, della posizione sociale, del credo religioso, dell’origine etnica, della salute mentale o fisica, delle convinzioni politiche, dell’orientamento sessuale ecc.

 

 

2. Auto-determinazione: Ogni individuo è libero di decidere per il proprio futuro all’interno delle leggi nazionali del suo Paese e della dovuta considerazione dei propri e altrui bisogni; ogni persona può imparare dall’esperienza ad avere la responsabilità di se stesso tenendo sempre in considerazione la natura del mondo e la libertà degli altri.

 

 

3. Salute: La stabilità fisica e mentale è diritto di ogni persona e deve essere attivamente salvaguardata. 

 

 

4. Sicurezza: Ogni persona deve essere in grado di esplorare e crescere in un ambiente che promuova un senso di sicurezza. 

 

 

5. Reciprocità: Ogni persona, considerando che vive e cresce in un mondo interpersonale, è reciprocamente coinvolta con il benessere altrui, e deve sviluppare un’interdipendenza con gli altri per poter costruire la sicurezza propria ed altrui. 

 

Questi valori sono direttamente collegati gli uni agli altri e sono alla base della collaborazione di tutti i professionisti della scuola.

 

Principi Etici di Base

 

A causa della natura stessa dei valori e del loro significato nella vita umana volto a garantire il rispetto ed i diritti di ogni persona, è necessario identificare chiare linee guida per il comportamento che siano strettamente collegate a tali valori.

 

I principi etici derivano dai valori ed intendono essere un’indicazione di come, nella pratica, promuovere il benessere, lo sviluppo e la crescita di una persona; essi sono prescrittivi ed offrono dei criteri da seguire per avere un comportamento etico.

Usando i valori come punto di partenza, è possibile determinare un insieme di principi etici. 

 

I principi etici sono:

 

1. Rispetto

2. Empowerment

3. Protezione

4. Responsabilità

5. Impegno nelle relazioni

 

 

 

 

1. Il Rispetto, la riservatezza per ogni persona perché essere umano, di là da ogni specifica caratteristica o qualità. 

 

2. L’Empowerment: è orientato al miglioramento e alla crescita di ogni persona.  

 

3. La Protezione implica il prendersi cura sia di se stessi sia degli altri (fisicamente e mentalmente), sostenendo nella mente l’unicità ed il valore di ognuno. 

 

4. La Responsabilità riguarda le conseguenze delle proprie azioni come insegnanti.

5. L’Impegno nelle relazioni implica sviluppare un interesse genuino rispetto al benessere dell’alunno, tenendo in considerazione il mondo interpersonale dell’individuo e a considerare il suo impatto su questo. Non sono accettate considerazioni svalutanti verso i bambini, i colleghi e tutte le persone con cui si entra in relazione professionale. E’ accettato il confronto.

 

 

 

 

 

 

codice etico codice etico [72 Kb]

La redazione vi offre un intervento su Don Milani

La redazione vi offre un intervento su Don Milani - Insegnanti Efficaci

Auguri per l'anno scolastico 2016-17

Auguri per l'anno scolastico 2016-17 - Insegnanti Efficaci

Con gli occhi e il cuore di don Milani 

Considerazioni in apertura del nuovo anno scolastico 2016/17 

 

di Michele Pace* -

Ricostruire a posteriori il pensiero di una qualsiasi persona risulta essere indubbiamente complicato. Questa operazione inoltre appare un’impresa a dir poco ciclopica se si tratta di farlo rispetto ad un uomo il cui “carattere era, per natura, estraneo ai modi consueti con cui la personalità umana si apre agli altri per donare o per accogliere, o si slarga nella molteplice esperienza facendosi molteplice”. Così infatti Ernesto Balducci descrisse don Lorenzo Milani a qualche anno dalla sua morte. Nondimeno sono persuaso che, leggendo questo mio articolo, lo stesso prete fiorentino non solo sarebbe andato su tutte le furie, ma avrebbe già messo in moto la creatività dei suoi ragazzi per rispondere a questo mio scritto con la solita puntualità e precisione.
Sì, perché citare don Lorenzo Milani associandolo al concetto di “inizio anno scolastico”, risulterebbe non solo metodologicamente scorretto, ma, ai tempi che furono, avrebbe esposto chiunque alla pungente osservazione da parte dei ragazzi di Barbiana che: “A Barbiana tutti andavano a scuola dal prete. Dalla mattina presto fino al buio, estate e inverno”. Cioè sempre.
Provando perciò a ragionare a partire dalle le nostre categorie e attenendoci alle nostre scadenze, non possiamo non ricordare all’inizio di questo anno scolastico appunto che il 26 giugno 2017 celebreremo il cinquantesimo anniversario della morte del Priore di Barbiana e soprattutto (lo stesso don Lorenzo ci avrebbe tenuto sicuramente di più) un mese più tardi il cinquantesimo della pubblicazione di
 Lettera a una professoressa. 

Questi anniversari non possono e non devono sfuggire agli “addetti ai lavori” del comparto scuola (presidi, insegnati, personale, alunni, genitori), non per aggiungere altre targhe alle molte che troviamo appese sulle pareti di tanti nostri istituti, ma per ricordare e cercare di rilanciare alcuni nodi fondamentali che l’esperienza di Barbiana ha lasciato in eredità alla nostra scuola e che nonostante gli anni non sono stati ancora pienamente recepiti. Lo diciamo nella consapevolezza sostenuta dalle parole del già citato Ernesto Balducci, amico e profondo conoscitore del pensiero di don Milani, che ebbe a dire: “Sarebbe assurdo assumere la scuola di don Milani come modello per la scuola italiana […]. Non è una esperienza imitabile”. Le ragioni di questo le spiega lo stesso Balducci quando aggiunge: “Almeno due ragioni impediscono questa operazione. La prima è che la scuola di don Milani è: don Milani […]. L’altra è una ragione di tipo oggettivo: la scuola istituzionale non può essere una scuola spontaneistica”. Tuttavia non possiamo non riconoscere alla Scuola popolare di Barbiana il merito di aver messo al centro del dibattito pubblico sulla scuola, ancora troppo legata in quel tempo alla cosiddetta Riforma Gentile e ad una struttura scolastica gerarchica e centralistica, alcune attenzioni fondamentali. Proviamo a sintetizzarle così: 

  • Anzitutto la scuola come strumento di uguaglianza sociale. Una scuola capace, cioè, di dare ai ragazzi e ai giovani quegli strumenti conoscitivi e linguistici con i quali poter comprendere e interagire con la società esistente e far fronte alla classe che ha delle responsabilità oggettive rispetto queste disuguaglianze sociali. 
  • Importante è anche la concezione del processo educativo come fatto comunitario. Nella scuola, infatti, secondo il modello milaniano, il processo educativo non può essere inteso soltanto come un processo discendente e quindi gerarchico, dal maestro all’alunno; ma la scuola può e deve essere intesa soprattutto come ricerca comune, in cui anche il maestro diventa discepolo del sapere. 
  • La scuola di Barbiana è stata inoltre un laboratorio nel quale si sono messe al centro anche quelle culture cosiddette sommerse, che la scuola oggi come allora sottovaluta, ma che potrebbero essere, se valorizzate, il contributo più bello e prezioso che le classi sociali più povere ed emarginate possono offrire alla nostra società. Di conseguenza vi è tutta la riabilitazione della componente creativa di ciascun ragazzo, che non è un contenitore da riempire, ma un mondo da accogliere, capire e valorizzare. 
  • Accanto a questo mi permetto di rilanciare un ultimo flash che mutuo direttamente dalla figura dello stesso don Milani e del suo modo del tutto personale di essere maestro, approccio fotografato soprattutto nelle ultime pagine di Lettera a una professoressa. Questo riferimento ci ricorda che l’essere maestri è un’arte che s’impara con l’esperienza ma che richiede anche una scelta di vita particolare (che per i credenti possiamo definire “vocazionale”). Sebbene infatti spesso si punta l’attenzione da parte degli insegnanti sulle difficoltà di questo lavoro, non ci può sfuggire l’importanza di essere sempre strumenti di crescita per i ragazzi che ci vengono affidati. 

Ad un anno dalla entrata in vigore della legge cosiddetta de La Buona Scuola, tanti stanno provando a tracciare un bilancio dell’efficacia di tale riforma che evidentemente ha toccato alcuni punti importanti della struttura della scuola italiana. Tuttavia esistono delle riforme che vengono dall’alto e dei cambiamenti che possono e devono scaturire dal basso, dal modo cioè in cui si forma e si educa nelle nostre scuole. Don Milani attraverso l’esperienza di Barbiana ci ha lasciato un bonus consistente spendibile da chiunque opera nella scuola in qualsiasi ruolo. Un bonus da spenderci per ridare alla scuola quella autorevolezza che in alcune situazioni ha evidentemente perduta. Siamo consapevoli che solo occhi intelligenti sanno guardare e far guardare le cose in profondità, e soltanto cuori che ardono accendono altri cuori. Sono gli occhi e il cuore di don Milani. 

 

Massime latine

Massime latine - Insegnanti Efficaci
Docendo discitur
Tratto dalla sentenza di Seneca "Homines dum docent discunt (Gli uomini imparano mentre insegnano).
Labor omnia vicit improbus. Un faticoso lavoro vinse ogni difficoltà.
(Virgilio, Georgiche, 1.145)
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito. Non cedere ai mali, ma va loro incontro con maggior audacia.
(Virgilio, Eneide, 6,95)